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MISSION HOSPITAL + 254 736 80 80 80 MISSION DALA KIYE + 254 736 73 73 73

CHI SIAMO

L’organizzazione prende iniziativa dalla missione dell’Ordine dei Camilliani sulle sponde del lago Vittoria nella divisione di Karungu in Kenya. Comprende l’ospedale missionario San Camillo e il Centro per Orfani San Camillo Dala Kiye. L’ospedale missionario San Camillo è stato fondato … Continua a leggere

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ART Trattamento Anti-Retrovirale

PAUL E BETTY: INSIEME VINCITORI

“ Ringraziamo il St. Camillus Mission hospital di Karungu il quale, attraverso il KCCB-KARP ci da la possibilità di condividere la nostra storia durante la conclusione della prima parte del progetto KARP I e l’inizio del KARP II a questo incontro del 30 maggio 2017 a Kisumu.

Noi siamo i testimoni viventi a dimostrazione del fatto che una buona aderenza alla terapia antiretrovirale, una forte rete di supporto psicologico e di cure adeguate da parte dei centri di salute, permettano alle persone di vivere a lungo una vita normale e in salute.

Ci auguriamo che la nostra storia arrivi a qualcuno e possa cambiare il modo di percepire la propria condizione.

Paul e Betty

Siamo una coppia di quarantenni, siamo stati benedetti con quattro figli che, ad oggi, hanno un’età compresa tra i 23 e i 15 anni. Tre di loro studiano all’università mentre l’ultimo è uno studente della scuola secondaria. Viviamo a Sori – Karungu e siamo entrambi insegnanti.”

Paul

“Nel 2008 insegnavo nel distretto del Turkana ed ho iniziato ad avere episodi di malessere e di tosse persistente intermittenti. Con il passare del tempo ho iniziato a perdere peso e così nell’ottobre dello stesso anno ho preso coraggio e mi sono sottoposto al test per l’HIV e sono risultato positivo!

Successivamente ho ripetuto il test di conferma nell’ospedale di Homa Bay ed anche questo è risultato essere positivo. È risultato positivo anche il test per la Tubercolosi (TB), avevo le “terribili due”! La mia vita era letteralmente andata in frantumi dopo questa notizia.

Ho iniziato immediatamente i farmaci per la TB. Nei giorni successivi mi sono sottoposto anche all’esame per la conta dei CD4 e il risultato che è venuto fuori è stato che la conta dei miei CD4 era di 1! Nemmeno il medico riusciva a credere che una cosa del genere fosse possibile e ha deciso di farmi ripetere l’esame; il risultato non era cambiato, la conta dei miei CD4 era ancora di 1.

In questo periodo il mio peso era di 47kg a differenza del mio peso usuale che si aggirava intorno ai 65kg, ero molto malato.

Come parte del mio trattamento per la TB, mi è stato richiesto di recarmi ogni settimana al centro di salute di Homa Bay per controllare l’aderenza ai farmaci. Il viaggio dal Turkana era molto stressante e così ho chiesto al mio datore di lavoro di farmi tornare a casa. Sentivo che essere vicino alla mia famiglia era la soluzione migliore per ottenere migliori risultati per le cure; inoltre rendeva anche per loro più facile occuparsi di me e reperire per me i farmaci nel caso in cui io fossi stato impossibilitato.

Dopo aver stabilizzato il mio trattamento, nel 2009 ho potuto finalmente iniziare la terapia antiretrovirale (ART).

La prima persona a cui ho confessato il mio status è stato mio fratello, il più giovane, che è anche uno dei miei più cari amici; la sua risposta e il suo supporto sono stati fantastici! Mi ha detto di non preoccuparmi di nient’altro se non di concentrarmi per rimettermi in forze, era l’unico incoraggiamento di cui avevo bisogno in quel momento. Questo mi ha dato il coraggio di rivelare il mio status anche agli altri componenti della famiglia. Ad ogni modo, questa era la parte facile… la parte più difficile era di rivelare la mia condizione a mia moglie e in quel momento la mia paura era reale!”

Betty

“Quando mio marito mi ha rivelato il suo status, ho perso letteralmente la testa! Non so bene quanti piatti e tazze ho scaraventato a terra o quante finestre ho frantumato nei miei momenti di rabbia e frustrazione.

Da quando lui era diventato troppo debole per poter affrontare e sopportare qualsiasi affronto fisico o verbale, me la prendevo con tutto e tutti. Ero consumata da rabbia, dolore e frustrazione. Questo ha avuto un forte impatto negativo sulla nostra relazione e nella nostra famiglia si è creato un vuoto. È stato un momento oscuro nella nostra vita. In quel tempo insegnavo in una scuola di Nairobi quando lui fu trasferito dal Turkana. Ho iniziato a perdere peso e il mio usuale amore per la vita. Ero una donna molto triste e infelice!

Dopo un po’ ho deciso di raccontare l’accaduto a mia madre e questo è quello che lei ha detto”

“Betty, (in salute e in malattia) non è solo una sentenza detta durante la celebrazione del matrimonio, è una promessa che dovete mantenere l’uno verso l’altro e con Dio potete vincere insieme questa battaglia e vedere i vostri figli crescere e diventare adulti oppure potete distruggervi l’un l’altro e lasciare i vostri figli orfani, la scelta è tua”

Questo non era quello che volevo sentirmi dire… ho pensato che le parole di mia madre fossero un po’ troppo dure. Comunque, ho presto realizzato che aveva ragione. Avevo bisogno di porre fine alla mia autocommiserazione e aprire gli occhi a quella che era la realtà della situazione… questo mi ha riportata alla ragione. Ho capito che ora io e mio marito avevamo bisogno l’uno dell’altra come non fosse mai stato necessario prima.

Dopo molto counseling, supporto psicologico, approfondite letture di storie di persone sieropositive che erano in cura, abbiamo deciso di combattere e vincere insieme. Dopo questa decisione, ho abbandonato il mio lavoro a tempo pieno per occuparmi di mio marito. La mia decisione ha prodotto subito i primi risultati: a dicembre il peso di Paul da 47kg era salito a 58kg, la conta dei suoi CD4 ora era di 720 e la carica virale annientata!

Eravamo molto eccitati, e lentamente la nostra relazione aveva ricominciato a sanarsi.”

Paul

“La mia famiglia era davvero comprensiva e incoraggiante, la comunità no. Ero molto malato e costretto a letto e avevo perso molto peso. Molte persone della mia comunità mi avevano già dato per morto. Erano sicuri che non mi sarei mai ripreso e che era solo questione di tempo. Alcuni di loro non erano gentili con i commenti nemmeno quando io potevo ascoltarli e questo mi faceva davvero soffrire. Se non fosse stato per l’appoggio della mia famiglia, in particolare quello di mia moglie, avrei di sicuro interroto la terapia antiretrovirale e mi sarei lasciato morire.

Lo stigma è cattivo; può distruggere anche la persona più forte!

Provenendo dalla comunità Luo dove la cultura favorisce l’ignoranza, molti dicevano che avevo contratto la “chira”, una malattia principalmente associata alla violazione di alcune norme culturali.

Era chiaro per me che era necessario diffondere la conoscenza dell’HIV per combattere lo stigma ed è per questo che ho deciso di condividere la mia esperienza.

Man mano che il mio stato di salute migliorava e non ero più malato a lungo e debole, ho imparato a guardare oltre lo stigma e sorvolare e ne sono venuto fuori più forte. Ho fatto mia la vocazione di fare tutto quanto fosse in mio potere per offrire supporto psicosociale alle persone colpite dallo “stigma.”

Betty

“La salute di mio marito ha continuato a migliorare in maniera strepitosa, le infezioni opportunistiche sono scomparse e il suo peso ha raggiunto i 60kg, è stato un momento di grande gioia per noi. È stato chiaro per i membri della nostra comunità che la TB si può curare e che i farmaci antiretrovirali funzionano!

Verso la fine del 2011, anch’io ho iniziato a non sentirmi bene. Avevo mal di testa intermittenti, sintomi simili all’influenza e una diarrea persistente. In qualche parte nella mia mente avevo sempre saputo che c’era la possibilità che anch’io fossi Hiv positiva. Ma fin quando ero in relativo stato di buona salute, avevo concentrato tutte le mie attenzioni per prendermi cura di mio marito.

Così ho continuato a vivere nel dubbio e nell’incertezza fino a marzo del 2012 quando ho avuto un attacco di Herpes zoster (un’infezione opportunistica). Avevo capito che era il momento di guardare in faccia la realtà: era arrivato anche per me il momento di sottopormi al test per l’HIV.

Il test dell’Hiv ha confermato subito quello che sospettavo. Ero sieropositiva.

Fortunatamente, in quel periodo mio marito aveva recuperato la propria saluta e ha provveduto a tutto il supporto e la forza di cui io avevo bisogno. Avevo anche il vantaggio di aver letto molto riguardo l’HIV per essere in grado di prendermi cura di mio marito nei primi periodi. La forza e il supporto di mio marito sono stati fantastici e l’un l’altro ci siamo supportati tanto.

La conta dei miei CD4 non era disastrosa, 272. Mio marito e il medico mi avevano comunque avvertito che avrei dovuto iniziare la terapia con gli antiretrovirali. Così, nell’ottobre 2012, ho iniziato la mia terapia antiretrovirale. Quando ho ripetuto il test per la carica virale sei mesi dopo, era pari a zero e la conta dei CD4 era di 920! Questo è il potere della terapia antiretrovirale.”

Paul e Betty

“Per quanto riguarda l’HIV, noi crediamo che l’ignoranza non è una benedizione. Maggiore conoscenza si possiede sull’HIV, migliore sarà la vita che si potrà riuscire a condurre. Come insegnante e guida nelle nostre rispettive scuole, ci troviamo spesso di fronte ad adolescenti che vivono con l’HIV. La nostra esperienza personale e la nostra conoscenza sull’HIV ci dà gli strumenti necessari per poter fornire supporto psicologico. Questo aiuta i nostri studenti che convivono con l’HIV a capire l’importanza di seguire la terapia antiretrovirale che favorisce la neutralizzazione della carica virale; aiuta a far capire loro che questo risultato non siolo contribuisce a migliorare la loro performance scolastica ma anche a migliorare l’immagine di sé.

Inoltre dedichiamo tempo anche ad educare i nostri colleghi sull’HIV/AIDS.

A livello di comunità educhiamo la popolazione fornendo informazioni riguardo questa malattia e incoraggiando coloro che sospettano di essere affetti da Hiv di sottoporsi al test. Vedere una persona che prima era molto malata tornare a vivere normalmente ci incoraggia ad essere rappresentanti non ufficiali di tutte quelle persone che vivono positivamente la loro condizione di persone affette da HIV. La qualità del supporto fornito dal nostro centro salute ha giocato un ruolo fondamentale nell’adesione alla terapia.

Continuiamo a seguire la prima linea di trattamento antiretrovirale dall’inizio della terapia.

Per questo motivo ringraziamo sinceramente Padre Emilio e lo staff del St. Camillus Mission Hospital di Karungu, il Kenya Aids Response Program (KARP) attraverso la Kenya Conference of Catholic Bishops (KCCB) e il governo degli Stati Uniti attraverso il CDC-Kenya.”

 

paul e betty

Paul e Betty 

13/06/2017

 

 

MERESA ATIENO, la paziente numero uno

La testimonianza di Meresa Atieno, la prima paziente del St. Camillus Mission Hospital di Karungu, in Kenya, a ricevere nel 2002 il trattamento contro l’ HIV/AIDS.

La sua storia ha toccato i cuori quando l’ha  raccontata personalmente  il 28 Novembre  2016 a Nairobi durante un convegno nazionale che celebrava i risultati ottenuti nella cura all’HIV organizzato per le FBO (Faith base Organisation=Organizzazioni religiose)  al quale era presente anche l’Ambasciatore Americano. Al convegno ne è seguito un altro il 3 dicembre 2016 organizzata dal CDC, un’Organizzazione finanziata dal governo degli Stati Uniti per le organizzazioni in partenariato.

‘’Mi chiamo Meresa Atieno, ho 38 anni, sono sposata e sono madre di tre figli. Vivo nella cittadina di  Sori a Karungu, nella contea di Migori. Mi è stato diagnosticato l’ HIV/AIDS nel 2002 all’Ospedale St. Camillus, quando ero dipendente della struttura sanitaria come donna delle pulizie. Avevo deciso di fare il test per l’HIV perchè ero spesso malata, avevo delle infezioni opportunistiche per le quali era necessario il ricovero in Ospedale .

La Dr.ssa Bertha, che allora era il  Medico responsabile del reparto di medicina, consiglio’ a me ed ai miei famigliari, di fare il test per l’HIV. Risultai essere positiva ..….

Nel  2002 il contagio dall’ HIV aveva raggiunto il picco massimo ed un risultato come questo era un certificato di discriminazione sociale specialmente nella Comunità Luo, alla quale io appartengo. La cosa peggiore è stata che molte persone mi avevano già condannata a morte. Avevo bisogno di tempo per elaborare il mio nuovo stato ed affrontare la dura realtà.

Si cominciava a parlare di farmaci antiretrovirali  (ARVs) ma non erano ancora molto conosciuti e nemmeno accettati dalla mia comunità…. e poi erano a pagamento .

L’Ospedale St. Camillus di Karungu era una delle poche strutture nell’ovest del Kenya che aveva cominciato a curare l’ HIV/AIDS con gli antiretrovirali . Ricevetti tutte le informazioni inerenti alla terapia dallo staff del St. Camillus e cominciai ad assumere i farmaci ARVs dopo il benestare del direttore dell’Ospedale, Padre Emilio Balliana.

L’approvazione dell’Amministrazione dell’Ospedale era vincolante perchè il costo dei farmaci per il personale era sostenuto dalla missione. Il valore CD4 era 200… Il peggioramento delle  mie condizioni di salute mi impediva di lavorare in modo soddisfacente all’interno dell’Ospedale pertanto il mio  stipendio mensile  era stato ridotto a metà,  cosi’ da assicurarmi comunque la sussistenza  e non licenziarmi .

Assumere i farmaci antiretrovirali non era un problema….era come mi guardavano i miei colleghi di lavoro! Dovevano disinfettare il Wc ogni volta che si rendevano conto che io ne avevo usato uno .  I miei vestiti appesi all’attaccapanni erano fatti  cadere per terra per evitare il contatto con la biancheria  degli altri e, secondo loro, evitare il contagio da HIV.

Questo e tanti altri episodi umilianti mi hanno quasi spezzato il cuore mentre convivevo con  dolori lancinanti all’addome. Se non avessi avuto il sostegno della mia famiglia e del personale medico e infermieristico che mi curava amorevolmente, probabilmente avrei interrotto la terapia e mi sarei arresa.

La mia salute migliorava ogni giorno da quando avevo cominciato ad  assumere i farmaci, le infezioni opportunistiche erano cessate e cosi’ cominciai a recuperare peso. Cominciai a sentire che ero tornata me stessa. Ad un anno dal trattamento, chiesi agli assistenti sanitari di conoscere i miei  valori di aderenza alla cura. Scoppiai di gioia quando mi dissero che il CD4 era arrivato a 970 nel dicembre del 2004. Quello stesso anno decisi di proseguire gli studi, avevo la possibilità di studiare al College per diventare insegnante governativa dove avevo fatto domanda in precedenza (TTC) .

Il mio College era a  Garisa TTC nel nord est del Kenya, lontano da casa mia.

Nonostante alcuni membri della mia famiglia cercassero di dissuadermi dal proseguire gli studi,prevedendo  morte certa dovuta al mio stato di salute,  ho portato a termine i due anni di studio senza problemi. Nel frattempo continuavo a ricevere i farmaci dal St. Camillus  sufficienti per tre mesi di terapia.

La mia laurea con l’ attestato di abilitazione all’insegnamento fu una sopresa per molti. Per me, era un  sogno che si realizzava.

Ho dovuto aspettare quattro anni prima  di essere assunta alle Scuole Governative, ma durante quel periodo, ho partecipato attivamente ai gruppi di sostegno ai pazienti che erano nati proprio allora. I “Gruppi di sostegno per i malati di AIDS”  facevano parte di un progetto    finanziato dal CRS (Catholic Relief Services) nato nel 2004. Il progetto prevedeva anche la gratuità del trattamento per tutte le persone affette da  HIV/AIDS in cura al St. Camillus.

Oltre all’Insegnamento, mi ritengo grata e benedetta per le  mie 3 bambine che hanno un’età compresa tra gli  8 anni ed 1 anno. Loro sono HIV negative, abbiamo fatto loro numerosi test. Ora lavoro come insegnante governativa. Anche mio marito conosce la sua sieropositività. Ho fatto il mio ultimo test virale nel Febbraio del 2015. Il mio sincero ringraziamento va al Dr.ssa Bertha, ora Medico responsabile del programma, Obillo Meshack, coordinatore del programma, Padre Emilio, direttore dell’ospedale e l’intero Staff del progetto. Mi congratulo inoltre per  l’enorme impegno profuso dal governo degli Stati Uniti e portato avanti dall’Organizzazione  Kenya CDC in collaborazione con il Ministero della salute. Infine, ringrazio Dio Onnipotente che ha guardato dentro di me”.

 

 

 

 

MERESA

Meresa during media interview at her residence.

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Meeting title projected.

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Meresa presents at the FBO Dissemination in Nairobi.

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The entire entourage prepares to leave Hotel for the venue.

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Meresa with her younger daughter during the CDC meeting.

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. Meresa chats with head of CDC in Kenya Dr. Kevin De Cock.

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Meresa with Dr. De Cock.

MERESA

CDC meeting session.

 

HIV /AIDS IN KENYA

Al mondo ci sono 40 milioni di sieropositivi. il 70% si trova in Africa Subsahariana.aids1
In Kenya sono più di 2 milioni le persone infette da virus Hiv. A Karungu, dove opera il St. Camillus Mission Hospital, i sieropositivi sono oltre 5mila, su una popolazione di circa 20mila abitanti.

Nei paesi occidentali l’accesso alla terapia antiretrovirale, efficace nella cura dell’Aids, ha drasticamente ridotto il tasso di mortalità, ma nel sud del mondo si continua a morire a causa del costo troppo elevato dei farmaci.
Nel 2001 in Africa Subsahariana sono morti a causa dell’Aids 2,3 milioni di persone, di cui 500 mila bambini.

Il progetto KARP, attivo dal 2004 presso l’Ospedale San Camillo di Karungu, ha supportato 11,698 pazienti dei quali 6097 seguono la terapia antiretrovirale.

Per raggiungere entro il 2020 l’obiettivo  di far conoscere al 90% della popolazione lo stato dell’HIV, inserire il 90% della popolazione nel programma di terapia antiretrovirale e accertarsi che il 90% dei pazienti segua la terapia con successo ,  e’ necessario un approccio innovativo che coinvolga tutte le parti interessate.

L’infezione tra i nuovi nati potra’ essere eliminata quando l’accesso al programma PMTCT – Prevenzione della trasmissione da madre a figlio – sara’ allargata a tutte le donne in gravidanza, incoraggiandole a rivolgersi a strutture professionalmente ben preparate per il parto.

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Vogliamo che questa piaga continui a causa della nostra indifferenza?

In Kenya, nonostante la recente riduzione del costo dei farmaci, la terapia antiretrovirale rimane inaccessibile alla maggioranza della popolazione locale.
Con il tuo aiuto molti bambini, giovani, mamme e papà potrebbero essere salvati.

  • Con 25 € (euro) al mese salvi una vita.

Il tuo contributo consentira’ al St. Camillus Mission Hospital di somministrare ad un sieropositivo la terapia antiretrovirale composta da Stavudine, Lamivudine e Efavirenz.
È importante sottolinerare che si tratta di una terapia che non puo’ essere interrotta; per questo ti chiediamo continuita’ nel sostenerci.
Combattiamo l’AIDS con intelligenza, amore e rispetto.

Documentazione:

ART annual report 2004-05

ART annual report 2005-06

ART annual report 2006-07

ART March 2007 Feb 2008 IT

ART MARCH 2008 – FEB 2009 

ART March 2007 Feb 2008

ART March 2009 Feb 2010

ART March 2010 Feb 2011

ART March 2011 Feb 2012

ART ANNUAL REPORT 2012-2013

ART ANNUAL REPORT 2013-2014

ART ANNUAL REPORT 2014.-2015

ART ANNUAL REPORT 2016.

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